Organizzare un Hackathon: 7 Dritte Per Non Commettere Errori

Sai cos’è un hackathon? Se sei uno studente, uno sviluppatore, un marketer probabilmente sì, se sei un imprenditore ne avrai sentito molto parlare ma, magari, non ti è ancora chiaro il suo funzionamento. Niente paura, questa settimana il nostro blog parlerà proprio di hackathon, con tanti esempi e dritte per organizzarne uno di successo! Buona lettura!

Hackathon: Cosa sapere prima di organizzarne uno

In genere si tratta di eventi organizzati da aziende (ma anche PA) che hanno una necessità a cui non riescono, per ragioni di tempo o competenze, a dare una risposta innovativa. hackathonInizialmente venivano organizzati da società di informatica alla ricerca di proposte per nuovi software, negli ultimi tempi, invece, ricorrono a questo strumento aziende attive nei più disparati settori che hanno bisogno di idee fresche e per questo richiamano a sé non solo sviluppatori, ma anche appassionati di marketing, business e design. Proprio lo scorso weekend abbiamo vissuto da vicino il CiùCiù Hack organizzato dalla startup To Be per la cantina Ciù Ciù di Offida: la nota azienda agricola, forte della sua tradizione e della lunga esperienza, ha infatti lanciato un hackathon del vino per ricevere idee digitali credibili. Una bella esperienza da prendere ad esempio per mettere in luce alcune scelte strategiche che ne hanno decretato il successo. Se ti interessa organizzarne uno, ecco qualche dritta da seguire!

Studia il format e pianifica le attività!

Di eventi per gli innovatori ne esistono tanti, ma ognuno ha le sue peculiarità. Quindi, anche se possono sembrarti sottigliezze, studiare e rispettare il format è il primo consiglio per non fare errori. Ecco come funziona: l’azienda decide di richiamare a sé un numero circoscritto di innovatori indicando data e location e invitandoli a candidarsi.

pianificaChiuso il periodo dedicato all’invio delle candidature, l’azienda esamina e seleziona i profili più idonei. Giunta la data di inizio, i partecipanti si riuniscono in squadre e, così composte, lavoreranno no- stop lungo tutto il weekend. Durante le ore di sviluppo del progetto, i vari team sono sempre supportati da mentor: figure di riferimento per dubbi e consigli in vari ambiti come il marketing, le tecnologie o l’area finance. Al termine della maratona i team di lavoro presentano l’idea progettuale alla Commissione/Giuria con un pitch di pochi minuti e la consegna di una presentazione. La Giuria si riunisce e decreta le squadre vincitrici.

Cura la tua corporate identity

Non è un segreto che eventi come questo oggi abbiano una grossa eco mediatica, sono tante le aziende che aspirano a ritagliarsi un proprio spazio nel “giro” dell’innovazione. Se anche tu, fra le altre cose, desideri attirare attenzione sulla tua impresa attraverso questo evento, non dimenticare di prestare attenzione ad ogni più piccolo dettaglio, sia dal punto di vista dell’immagine che dell’accoglienza e della comunicazione. Una corporate identity forte e ben delineata trasmette i tuoi valori e la visione della tua azienda. Non dimenticare che avere i riflettori puntati addosso è un’opportunità ma può trasformarsi un rischio se non sei pronto ad affrontare il palcoscenico!

Premia il merito!

Gli hackathon possono portarti persone che difficilmente avresti intercettato al di fuori di quella cornice. Studia i partecipanti: le loro idee e il lavoro di squadra e quando individui i tuoi favoriti, premiali! Tieni presente che gli hackathon in genere prevedono tre forme di riconoscimento del merito:

  • premi in denaro che servono anche a compensare le spese sostenute (come nel caso del Ciù Ciù Hack che ha messo in palio circa 4.500 euro, oltre a vitto e alloggio);
  • un’offerta di piano di open innovation (i giovani vincitori continuano a sviluppare il loro progetto dentro l’azienda, non come dipendenti ma come partner o collaboratori esterni),
  • in alcuni casi l’hackathon serve ad individuare i talenti giusti da inserire in organico, offrendo la cornice più adatta per un reclutamento fuori dagli schemi

Qualunque sia il tuo obiettivo, non dimenticare mai di premiare i tuoi talenti!

Abbatti i confini!

Un hackathon non è solo una competition, è anche l’occasione per mettere dipendenti, collaboratori, professionisti esterni a sistema e a contatto con i team. Fai partecipare i tuoi collaboratori, si sentiranno coinvolti e, per osmosi, saranno invasi dall’ondata creativa dell’evento. Al Ciù Ciù Hack, ad esempio, il titolare dell’azienda agricola Walter Bartolomei ha previsto la presenza costante di Paolo Carlocchia, il responsabile della Map Communication, l’agenzia che segue e gestisce da anni l’apparato comunicativo dell’azienda offidana, una presenza discreta quella di Paolo, che ha supervisionato i team pur rispettando la loro creatività. Allo stesso modo, è importante scegliere mentor eterogenei dal punto di vista delle competenze e che, magari, provengano da realtà differenti, anche fuori dal giro locale o regionale. Al Ciù Ciù Hack hanno infatti partecipato professionisti provenienti dai principali centri italiani con esperienze e network importanti da condividere.

Fai gestire il tuo hackathon a chi ha una community forte

Per organizzare un evento del genere, hai bisogno di qualcuno che non sia uno sprovveduto. Fatti seguire da una società che abbia una community forte, non di qualcuno che vuole farsene una attraverso di te. Se il tuo hackathon è più spinto sull’ambito marketing e comunicazione scegli un partner forte in quel settore. Non è un caso, infatti, che la cantina Ciù Ciù abbia affidato l’organizzazione del suo Hackathon a To Be, startup che guida la trasformazione digitale delle aziende attraverso progetti altamente innovativi. To Be è molto conosciuta ed apprezzata a livello nazionale, basti dire che uno dei suoi progetti (To Be Kids, ndr) è stato scelto tra oltre 1000 progetti da Tim #WCAP, il programma di open innovation di Telecom Italia. La scelta di affidarsi a dei giovani professionisti è stata vincente, sono pervenute più di 100 adesioni (circa 50 i pre-selezionati), mentor e giudici da tutta Italia.
Se invece sei più interessato ad organizzare un hackathon “vecchia maniera”, cioè con un taglio più tecnico e rivolto principalmente a professionisti dell’informatica, avrai bisogno di un partner che abbia una solida community di developers.

Definisci il tema ma non esagerare!

Quando decidi un tema del tuo hackathon, potrebbe essere una buona idea andare un pò oltre le quotidiane sfide che devi affrontare come azienda. Prova ad inquadrare il problema sotto una lente diversa, magari partendo da vecchi e nuovi obiettivi che vorresti raggiungere in maniera completamente differente. Parti dalle tue necessità ma lascia il campo libero all’immaginazione. Anche la tua!

Scegli il posto giusto!

I partecipanti passeranno 48 ore a sviluppare idee per te, ci metteranno passione ed entusiasmo. Mettili in condizione di lavorare, potenzia la wifi, chiama un catering per il vitto e predisponi letti o materassini, brandine e sdraio per chi volesse restare a dormire. Gli hackathon funzionano proprio così: non hanno limiti d’orario e non c’è nulla di peggio che rendere quelle 48 ore un inferno. Il Ciù Ciù hack si è tenuto, ad esempio, nello showroom della cantina, nel cuore del borgo marchigiano. Accogliente e familiare il suo spazio interno, con un’esperienza di gusto a 360°, suggestivo l’affaccio sulla centralissima Piazza del Popolo: il luogo ideale di socialità per gli hackers in pausa.

A questo punto a noi non resta che farti l’in bocca al lupo per il successo del tuo primo hackathon!