Nell’era del IoT le macchine parlano tra loro: ti sei mai domandato cosa si dicano?

 

In questo post ti raccontiamo come funziona l’Internet delle Cose, attraverso un caso reale che mostra come mettendo online su Cloud una serie di sensori e facendoli dialogare con un’Intelligenza Artificiale Remota, sia possibile modificare il comportamento delle macchine, rendendole più efficienti e migliorando di conseguenza i servizi.

La Kone è un’azienda finlandese leader mondiale per la produzione , installazione e gestione di grandi sistemi di spostamento delle persone all’interno degli edifici, soprattutto quelli molto grandi: ascensori, scale mobili, porte automatiche sono il suo mercato. Ogni giorno centinaia di migliaia di persone salgono e scendono o passano attraverso le sue strutture.

Una responsabilità molto grande perché questi sistemi sono funzionanti 24 ore su 24 su scala mondiale, 7 giorni su 7, per tutto l’anno: un blocco o un malfunzionamento in queste strutture può facilmente causare problemi a decine di migliaia di utenti: pensiamo agli aeroporti, alle stazioni della metro delle grandi città o ai grattacieli.

Fino ad oggi questi sitemi erano “semplicemente” dotati di sensori, una innovazione fondamentale per sapere, ad esempio, se un ascensore sta ricevendo un carico fuori norma, o se la tensione di una cinghia sia troppo elevata e quindi a rischio usura e quindi bloccarne il meccanismo in automatico per evitare problemi. Ma i sensori sono una tecnologia che è già sul mercato da un pò di tempo vengono usati ogni giorno da tempo ormai.

Per fare un passo avanti, Kone, si è rivolta alla IBM per poter avere accesso a Watson, la piattaforma di Intelligenza Artificiale che la IBM sta sviluppando e che ritiene sarà la base su cui fondar tutto il proprio lavoro futuro.

Tramite questa partnership tecnologica e grazie all’attivazione di un sistema Cloud di  trasmissione dei dati online, questa massa di informazioni viene ora non solo immagazzinata per essere studiata, ma inizia a essere processata in tempo reale dall’Intelligenza Artificiale che la analizza e può modificare il comportamento del dispositivo remoto in modo coerente con le informazioni che sta ricevendo, prendendo decisioni autonome.

Questo processo di dialogo tra il dispositivo e l’intelligenza remota può essere osservato tramite un sito web che la Kone ha creato allo scopo di promuovere le sue innovazioni tecnologiche, per rendere più semplice e diretta la comprensione dei risvolti industriali della ricerca sui propri servizi.

Visitando il sito si può ascoltare il dialogo in tempo reale tra macchina ascensore e intelligenza artificiale

 

I due, come si può vedere si comunicano continuamente le loro azioni e in taluni casi l’ascensore comunica quello che è un dato fuori standard “(sento) il rumore dello scorrimento porte un più alto del normale” e la pronta risposta dell’Intelligenza che dice “l’ho appena misurato: siamo nella norma”.

Ecco, questo modo di dialogare delle macchine è esattamente l’alba dell’ Internet delle Cose. Due macchine, di cui una è un sensore intelligente e l’atra è un ‘Intelligenza Artificiale remota che analizza e modifica il suoi comportamenti nella gestione del sensore in modo autonomo.

Questo è solo l’inizio: Kone sta già pensando a come migliorare i propri servizi grazie a questa innovazione. Ad esempio utilizzare l’IoT per far si che, in modo totalmente autonomo, l’Intelligenza Artificiale sappia quando chiamare i tecnici per sostituire una parte prima che si rompa, anticipando l’evento grazie alle sue capacità computazionali e statistico-predittive.

Un ulteriore passo potrà essere quello di interagire con gli utenti. Se noi decidessimo che ci  è utile informare la Kone che usiamo i suoi ascensori, tramite uno smartphone nelle nostre tasche , l’Intelligenza Artificiale saprebbe chi siamo e potrebbe modificare il modo in cui si comporta l’ascensore a seconda delle abitudini dell’utente per andare incontro ai bisogni reali di chi lo utilizza.

I risvolti del mettere online le macchine e farle dialogare con intelligenze artificiali sono e saranno enormi, con un miglioramento dei servizi e delle capacità produttive umane.