Perché “fuggire” dalla propria Comfort Zone

Spesso rifletto su quello che mi accade intorno e sul modo di ciascuno di affrontare il cambiamento e mi chiedo: cambiano davvero le persone? Se sì, quanto possono cambiare, in un intervallo temporale così breve come le nostre vite?

Sembra una riflessione sulla fine del Mondo ma in realtà è la constatazione di quanto quello che ci ruota intorno rimanga “fermo” o si evolve con talmente tanta lentezza che se non ci allontaniamo e guardiamo tutto da un’altra prospettiva facciamo fatica anche a comprendere.

A volte (per me) basta viaggiare: non troppo lontano ma quanto basta per capire che mi stavo assuefacendo a modi, usi e costumi del sistema che mi circonda (dove vivo e lavoro) e solo uscendone (per una semplice boccata d’aria) me ne rendo conto e questo mi spaventa (molto).

Certo, vivere nella propria Comfort Zone porta inevitabilmente dei vantaggi e ci rende tranquillirilassati. Tutto ci sembra gestibile in maniera semplice perché conosciamo tutte le mosse per muoverci, tutti i trucchi per vivere bene (o forse solo per sopravvivere?). Per tanti è impensabile cercare di convincerli ad uscirne, per me è una necessità.

Come libero professionista, aspirante imprenditore – forse anche solo come sognatore-  adoro la sensazione di uscire dalla mia Comfort Zone, provare ad affrontare una sfida nuova, un percorso sconosciuto, qualcosa di mai fatto o che non si sa bene a cosa possa portare. Vinta la remora iniziale (tanto più grande quanto più tempo è passato dall’ultima volta che l’abbiamo fatto) quella piacevole soddisfazione che si prova quando si supera la paura, è la spinta che mi guiderà nuovamente oltre la mia Comfort Zone. Ogni tanto devo sentirmi a disagio, ho bisogno di sfidare i miei limiti, lo sento necessario per crescere, per migliorarmi, per vivere (non sopravvivere).

Quando si rimane all’interno del proprio guscio tutto rimane assopito, tutto scorre normalmente (forse troppo) se come me percepisci questa senzazione allora forse anche te hai bisogni di abbandonare la tua Comfort zone e di provare a scavalcare il recinto. Non è solo questione di abitudini lavorative ma vale, secondo me, per ogni esperienza nuova: cambiare un pannolino se non si hanno figli (per gli uomini), prendere per la prima volta un aereo, fare un primo viaggio da soli 🙂 ogni nuova scoperta e nuova esperienza allarga i nostri orizzonti e migliora la nostra vita di ogni giorno.