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Ethics and Morality, il Design è umano

Quanti di voi hanno mai pensato alla praticità del design applicato all’uso quotidiano, al reale impatto che esso può avere nelle vite di ognuno di noi?

Abbiamo risposto a questa domanda analizzando il video progetto Ethics for Design, un ensemble di 12 visioni, 12 voci, 12 designers che discutono l’impatto del Design applicato alla nostra società per il raggiungimento della soddisfazione di tutti, nessuno escluso.

Il critical Design è quell’approccio che non passa attraverso formule scritte, ma attraverso il modo in cui pensiamo o concepiamo l’uso di alcuni oggetti nel nostro quotidiano: è il processo attraverso il quale esso è veicolo per migliorare la vita delle persone e le loro abitudini.

Il designer Alain Findeli, sintetizza il suo concetto di design applicato al quotidiano, utilizzandolo per migliorare l’abitabilità del mondo; occorre quindi comprendere la parola “ABITARE”, classificandola necessariamente in tre livelli

  • livello primario, ovvero materiale
  • livello organico e biologico, ovvero legato alla vita
  • livello psicosociale e spirituale o culturale

I designers sono interessati alle persone e alla loro prospettiva, suddividono il concetto o il suo approccio dal punto di vista etico e morale. L’etica è parte di qualsiasi conversazione e la sua complessità definisce la qualità di un prodotto; la morale applicata al design è necessariamente legata al tempo in cui si vive, al periodo e delinea il confine tra giusto e sbagliato, proibito, concesso e addirittura incoraggiato.

L’etica applicata al Design

Non si pone come unità di misura per definire ciò che è giusto da ciò che è sbagliato ma definisce le azioni favorevoli al benessere di sé stessi e degli altri: mostra quindi come vivere meglio. E’ un processo che tende ad essere universale.

La morale applicata al Design

Definisce un insieme di regole e norme, indica ciò che si può fare e, come l’etica, contribuisce al benessere dell’essere umano.

Assorbire questi due concetti, permette di  capire quindi il motivo per cui utilizziamo alcuni oggetti invece che altri, come li utilizziamo, perché assumiamo alcuni atteggiamenti e per quale motivo abbiamo alcune abitudini, integrando a questi atteggiamenti un buon design.

Siamo passati dal definire il valore del design dal numero di pezzi che si vendono, all’attuale chiave di lettura legata al dialogo che si può generare tra diversi beneficiari, con diversi backgrounds e diverse culture.

Design è una disciplina sperimentale, perciò il suo approccio dovrebbe essere legato alla curiosità e piacevole; designers interessati all’etica del design, proprio per il valore che danno all’usabilità, dialogano con open source communities e gli stessi hanno un orientamento molto ben delineato che volge alla salvaguardia degli users finali: questo potrebbe erroneamente essere tradotto come una leva frenante nei confronti dell’innovazione.

Data Humanism, il design applicato ai dati

Non siamo lontani dal concetto di etica e morale kantiano, usciamo dalla logica di giri di parole e pensieri, rimanendo fermi nell’intenzione di fare bene per il bene di tutti. Per questo motivo abbiamo ascoltato e analizzato le parole, i lavori e il concetto di design applicato a qualcosa di davvero poco umano: i dati.

Giorgia Lupi, information designer e artista, ha lavorato nel tempo, a smantellare la percezione di dati in quanto cold topics,  applicando il design ai numeri, dando quindi una forma umana all’analisi, creando strumento che rendesse i dati accessibili  e insegnando a guardarli come mezzi che rappresentano – in qualche modo e a seconda del contesto – le nostre vite.

Facciamo un passo indietro: le persone sono interessate ai numeri? Oppure, possiamo utilizzare datas per raccontare una storia?

La Lupi, esile e delicata dietro i suoi occhiali, racconta con passione, come i dati possano creare connessioni, alcune addirittura …spaziali. La case history che presenta è legata al viaggio spaziale di Samatha Cristoforetti, astronauta italiana, che durante la sua permanenza extra terrestre, ha utilizzato, tra i vari strumenti techno-designed orientated, una web app chiamata Friends in Space.

La web app studiata proprio per creare connessioni extra-terresti tra la Cristoforetti e noi sul pianeta Terra, semplicemente permetteva di inviare saluti da diverse parti della nostro globo a lei che ne frattempo girovagava tra le stelle, per la sua missione.

Tutti gli hellos inviati, hanno lasciato traccia – quindi dati – su una mappa appositamente disegnata: il viaggio, legato al viso e alla storia della persona Samantha, ha assunto un sapore molto più legato alla natura umana e alla curiosità di vedere cosa lei facesse giornalmente,  facendo passare in secondo piano il lato più rigido e asettico legato ai numeri e agli aspetti tecnologici.

“Data powered the experience” ha annunciato Giorgia Lupi in uno dei suoi speech! Ma come?! Follia sarebbe asserire che è stato semplicissimo, ma il concetto del Data Humanism, ovvero dei Design applicato ai dati con un lato fortemente empatico, è stato tradotto letteralmente in visual experiments contenenti dati.

Qual è quindi il valore che il design può apportare?

I dati non sono perfetti così come non lo siamo noi esseri umani. I designers devono pertanto apprendere a sperimentare, ispirare, far convergere conoscenza, esplorare rimanendo fedeli all’accuratezza scientifica utilizzando i dati trasponendoli…into human life, nel nostro quotidiano!

In linea con questo pensiero è anche Mario Inghilleri, UX/UI designer e Art Director di Airbag Studio.

Per lui il design è un linguaggio che ha lo scopo di identificare la quantità minima, togliere quella superflua, ma sopratutto far emergere la parte importante e porla nel modo migliore possibile nei confronti dell’utente. I moderni prodotti prevedono un’interazione tra uomini e oggetti, il tentativo é quello di mantenere l’organicità, la continuità, la coerenza che ha la natura che ci circonda e riportarle nel modo in cui gli oggetti e le interfacce reagiscono ai nostri stimoli e input.

Il design , in definitiva è ciò che dovrebbe renderci la vita più facile oltre che più bella!