Notifiche push: cosa sono e a cosa servono

Le notifiche push

Quante volte oggi sentiamo parlare di push notification? ebbene si, sono una delle caratteristiche più comuni che oggi possiamo incontrare sulle app mobile (sia iOS che Android).

Per tanti utenti fastidiose, per tanti altri importantissime (se pensiamo soprattutto alle push notification che ci notificano di un nuovo messaggio whatsapp o di facebook messenger…).

Come dice anche il nome, le notifiche “push” vengono “spinte” verso i dispositivi “risvegliandoli” al momento opportuno ed evitando così che questi debbano recuperare le informazioni attivamente consumando più energia. Le notifiche push possono essere di due tipi:

  • locali, cioè programmate e generate dallo stesso dispositivo che le riceverà,
  • remote, cioè programmate e inviate al dispositivo da un server esterno. 

Ad oggi il secondo tipo (quelle remote) è sicuramente il più usato, grazie anche all’accessibilità dei vari servizi disponibili per la gestione di push remote come Firebase di Google o SNS di Amazon. Ognuno di questi servizi offre la possibilità di creare e inviare notifiche e mettendo a disposizione varie opzioni di pianificazione come l’invio programmato ad orari specifici o solo per determinati utenti.

A differenza delle push locali, le notifiche push remote sono molto semplici da implementare: da un punto di vista tecnico è sufficiente integrare il servizio prescelto nella propria app e abilitarla alla ricezione delle push, riducendo al minimo tempi e costi di sviluppo.

push notification

A cosa servono:

Di fatto oggi le notifiche push sono parte essenziale della maggior parte delle applicazioni mobile, rappresentano uno strumento semplice per raggiungere i propri utenti. I messaggi di push permettono di informare gli utenti su promozioni, sconti o informarli un evento a breve oppure possono essere utilizzate per aprire l’applicazione mobile con un particolare contenuto.

Le push possono contenere:

  • Testo (per Android anche un Titolo)
  • Immagine
  • Link
  • Altre informazioni

Altra azione che scatenano le push notification sono la riproduzione di un avviso sonoro al momento della ricezione e spesso un piccolo badge (numero) sopra l’icona dell’app a segnalare la presenza di una nuova notifica.

Tramite le push si può anche decidere di “risvegliare” l’applicazione in background senza nessun feedback per l’utente come abbiamo affrontato ad esempio nel progetto di gestione di flotta aziendale con le push silenti.

Inoltre tutti i sistemi di invio di notifiche push permettono in maniera più o meno semplice di segmentare gli utenti e quindi permettere di inviare push solo ad un parte e non a tutti i dispositivi. Pensiamo ad esempio ad un’app di libri in cui gli utenti hanno indicato un genere preferito (gialli, horror, fantascienza). Bene sarà possibile poi inviare push solo alle persone a cui piace un determinato genere ad esempio per informarlo di un nuovo libro disponibile o di una particolare scontistica. Anche noi abbiamo sviluppato un servizio che è proprio concentrato sulla gestione e l’invio di notifiche push: PushDeck.

push notification

Le notifiche push come strumento di sviluppo

Data la loro praticità e affidabilità le notifiche push possono diventare anche un valido strumento per lo sviluppo di algoritmi particolarmente time-sensitive.

Ad esempio, un processo che deve partire ad un orario specifico può essere molto complesso da implementare localmente, specialmente considerando le crescenti limitazioni imposte dai produttori di sistemi operativi sull’impiego di risorse dei dispositivi: in questo caso, le push notification possono essere usate come “comandi” remoti per tutte le operazioni che richiedono una pianificazione ad orari specifici, togliendo così questa responsabilità all’applicativo.

 

notifiche push

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